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A proposito della vendita della Gancia ai russi....

Friday, December 16, 2011

...un comunicato congiunto con Massimo Fiorio (Pd) pubblicata da Roberto Marmo il giorno venerdì 16 dicembre 2011 alle ore 14.29

Ecco il testo di un comunicato congiunto che io e Massimo Fiorio, deputato Pd della Valle Belbo abbiamo diffuso a doppia firma, preoccupati del futuro della grande e storica azienda spumantiera dove 160 anni fa è nato il primo spumante d'Italia.
«Non sappiamo se l’acquisizione da parte di un businessman russo sia un bene per la Gancia. Se la famiglia che ha fondato l’azienda rimane dentro il capitale dobbiamo sperare che in qaulche modo abbia voce in capitolo. Un fatto è certo, le grandi famiglie del vino, uno dei settori trainanti dell’economia piemontese e italiana, almeno per quanto riguarda l’Astigiano, hanno passato la mano ad altri, andicando dai posti di comando e lasciando, di fatto, il territorio».

 È una dichiarazione durissima quella di Roberto Marmo e di Massimo Fiorio deputati del territorio della Valle Belbo, il primo ex sindaco di Canelli, già presidente della Provincia di Asti, imprenditore e da alcuni anni a capo della Cantina Sociale di Canelli, oggi parlamentare del Pdl e membro della Commissione Bilancio della Camera ed il secondo deputato del PD e segretario della Commissione agricoltura della Camera
Marmo e Fiorio non dissimulano preoccupazione e timori per il futuro della maison storica dove sono nate le prime bollicine italiane e dicono: «Dobbiamo purtroppo registrare l’interruzione di progetti famigliari che, di fatto, si sono dimostrati inadeguati alle sfide commerciali moderne. E questo ha pesantemente messo in crisi le tradizioni imprenditoriali dello spumante che avevano ed hanno trovato nella città di Canelli una culla ideale e sempre pronta ad assecondare e supportare iniziative e attività».
«Oggi – dice Marmo – altre realtà, più piccole e magari meno blasonate, restano a presidio di un territorio che non può e non deve essere tradito. Perché proprio in questo territorio, candidato a diventare Patrimonio dell’Umanità, si trovano gli strumenti per rilanciare economia e valori sociali».
«Dietro il successo di aziende storiche del nostro territorio - dichiata Fiorio - c’è la fatica di generazioni di agricoltori, di lavoratori dentro e fuori dall’azienda che hanno consentito di far crescere e conoscere in tutto il mondo un marchio come Gancia. Speriamo che questa operazione non comprometta l’occupazione di molti lavoratori canellesi e non. Aspettiamo naturalmente di conoscere i piani industriali che consetano a tale azienda di riprendere ed incrementare le quiote di mercato perse in questi anni».
Marmo e Fiorio ribadiscono l’auspicio «che il nuovo assetto serva a rilanciare un marchio e prodotti che meritano nuovi e più grandi successi, rispettando rofessionalità e livelli occupazionali che sono alla base della vita dell’azienda Gancia».
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